In vero in casa poco democratica avrebbero fatto meglio, molto meglio, a scegliere un altro nome per quello strano organismo assembleare che riuniscono a partire da oggi. Però il desiderio e la necessità di segnare una continuità con una recente e rivista rappresentazione della Resistenza come mito fondativo della Repubblica li ha spinti a fare questa scelta. Vi son forse altri motivi per la scelta del nome assemblea costituente? Solo che non risulta che vi sia prima stato un qualche fatto politico collettivo che giustifica la scelta.
L'autore di questo blog ha avuto la ventura di studiare, al liceo, storia e filosofia con una insegnante come si deve. Sì, insomma una persona che badava assai ai contenuti, si preuccupava che tutti sapessero tutto il programma e su di esso con comoda programmazione a fine anno interrogava tutti i suoi studenti. Ed a fine dell'ultimo anno sull'intero programma dei tre anni. Senza storie, senza ridicole giustificazioni. I voti abitualmente correvano dal 4 al 9, con il 10 lasciato per le occasioni speciali e sotto al 4 per le tragedie memorabili. Del resto i votacci non erano necessari poiché coloro che non arrivavano ad una media maggiore od uguale a 6 arrivavano in consiglio con la proposta, spesso accolta, di rivedersi a settembre. Ecco una volta sul suo registro scrisse un tre e mezzo. L'interrogato, l'argomento era la rivoluzione francese già satudiata il quarto anno e ripresa all'inizio del quinto dopo letture estive assai interessanti, ebbe infatti a confondere l'assemblea generale con l'assemblea costituente. Nessun problema, ovviamente. L'insegnante, che stava assai attenta alla lingua, chiese gentilmente che le fosse spiegato cosa fosse una assemblea costituente e ricevuta risposta errata innaugurò il registro. Ecco. Credo che oggi all'assemblea del PD questa insegnante sarebbe utile. Domanda, risposta, spiegazione e voto. Ce n'è bisogno.