Pare proprio che, come dire, l'idea di standardizzare la quantità (ed ohinoi pure qualità e sapori) di cibo necessaria per il nutrimento delle piccole belve, ossia Totila ed i suoi compagni di scuola materna, non sia delle più riuscite. In vero sarebbero stati sufficienti sia una sana esperienza popolare, sia una banale osservazione dei bimbi e\o delle curve di crescita. Ma entrambi paiono che non siano passate in testa ad una dietista comunale la cui confidenza con la statistica si ferma alla media ed appunto elude le confidenze.
Riassunto per il mondo il pargolo torna dall'asilo con una fame, una fame indicibile. Già il sospetto c'era stato nel mentre il clima era caldo ed incentivava meno al consumo di calorie. Ora che è freddo ed il corpo brucia, alle ore sette della sera è il caso che sia già in corso l'apparecchiatura e la cottura dei cibi che altrimenti nell'attesa l'altrui agitazione sembra insostenibile.
Indagando innocentemente pare che perfino il pane sia contingentato, forse timorosi che qualcuno lo mangi in loco del resto (ed anche se così facesse, come dire, il problema è il mangiar troppo companatico piuttosto che troppo pane) e dunque non via siano strumenti correttivi. Ormai, visto che tutto è mercanteggiato, che la mensa la si paga con un ridicolo (e diseducativo) sistema di buoni pasto, dal prezzo di 4 Euro, siamo quasi tentati di dare un buono e mezzo al giorno nella speranza di un incremento delle razioni.
Di tutto questo l'elemento insostenibile è proprio l'altrui ossessione per l'altrui salute. Ecco, non si può.
Riassunto per il mondo il pargolo torna dall'asilo con una fame, una fame indicibile. Già il sospetto c'era stato nel mentre il clima era caldo ed incentivava meno al consumo di calorie. Ora che è freddo ed il corpo brucia, alle ore sette della sera è il caso che sia già in corso l'apparecchiatura e la cottura dei cibi che altrimenti nell'attesa l'altrui agitazione sembra insostenibile.
Indagando innocentemente pare che perfino il pane sia contingentato, forse timorosi che qualcuno lo mangi in loco del resto (ed anche se così facesse, come dire, il problema è il mangiar troppo companatico piuttosto che troppo pane) e dunque non via siano strumenti correttivi. Ormai, visto che tutto è mercanteggiato, che la mensa la si paga con un ridicolo (e diseducativo) sistema di buoni pasto, dal prezzo di 4 Euro, siamo quasi tentati di dare un buono e mezzo al giorno nella speranza di un incremento delle razioni.
Di tutto questo l'elemento insostenibile è proprio l'altrui ossessione per l'altrui salute. Ecco, non si può.





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