SCRITTI DA ME


RICERCA PRECARIA
Una storia di precariato nella ricerca italiana
Lulu Editore



Hanno scritto di
RICERCA PRECARIA


Giuditta - Gennaio 2009
La Repubblica - 14 Marzo 2008
La Nazione - 7 Marzo 2007


PRESENTAZIONI LIBRO
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Racconti di Cibo

in Toscana:

San Donato (FI) - Palazzo Pretorio
Firenze - Il Faraone
Firenze - Fiorella
San Casciano (FI) - Il Gallo Giallo
Livorno - In Caciaia
San Giminiano (SI) - Osteria del Carcere
Marina di Castagneto (LI) - Ciro
Gaiole (SI) - Il Carlino d'Oro
Cecina Mare (LI) - Olimpia


venerdì, 16 ottobre 2009
Pare proprio che, come dire, l'idea di standardizzare la quantità (ed ohinoi pure qualità e sapori) di cibo necessaria per il nutrimento delle piccole belve, ossia Totila ed i suoi compagni di scuola materna, non sia delle più riuscite. In vero sarebbero stati sufficienti sia una sana esperienza popolare, sia una banale osservazione dei bimbi e\o delle curve di crescita. Ma entrambi paiono che non siano passate in testa ad una dietista comunale la cui confidenza con la statistica si ferma alla media ed appunto elude le confidenze. 

Riassunto per il mondo il pargolo torna dall'asilo con una fame, una fame indicibile. Già il sospetto c'era stato nel mentre il clima era caldo ed incentivava meno al consumo di calorie. Ora che è freddo ed il corpo brucia, alle ore sette della sera è il caso che sia già in corso l'apparecchiatura e la cottura dei cibi che altrimenti nell'attesa l'altrui agitazione sembra insostenibile.

Indagando innocentemente pare che perfino il pane sia contingentato, forse timorosi che qualcuno lo mangi in loco del resto (ed anche se così facesse, come dire, il problema è il mangiar troppo companatico piuttosto che troppo pane) e dunque non via siano strumenti correttivi. Ormai, visto che tutto è mercanteggiato, che la mensa la si paga con un ridicolo (e diseducativo) sistema di buoni pasto, dal prezzo di 4 Euro, siamo quasi tentati di dare un buono e mezzo al giorno nella speranza di un incremento delle razioni.

Di tutto questo l'elemento insostenibile è proprio l'altrui ossessione per l'altrui salute. Ecco, non si può.
 
postato da: dalovi alle ore 08:56 | Permalink | commenti
categoria:bimbi, asilo nido, totila
lunedì, 12 ottobre 2009
Nel mentre i fatti seguono il loro corso, che poi, come dire, è il corso determinato dai rapporti di forza assai ampiamente intesi sarà bene affrontare alcune gravi questioni del nostro paese. Si narra che in una scuola materna (chissà forse ora si chiama scuola dell'infanzia, scuola primaria o chissà come) del ridente moderatamente sinsitro comune chiantigiano nel primo dopopranzo sia utilizzata la prioiezione di cartoni animati in luogo della formazione. Ecco, dopo aver sopportato una stupida serata di presentazione del POF siano informati i dirigenti scolastici che, come dire, nell'ambito della loro libertà, giusta libertà, di istruzione la televisione come strumento di bebysitteraggio andrebbe immediatamente abolita per una serie infinita di motivi, piuttosto banali che classificano la propiezione metodica di cartoni animati tra attività opposte a quella della formazione.

Nel porre il problema, ovviamente, non sarà accettata una risposta fondata sui i bambini la chiedono. Ecco, se così avverrà provvederemo ad istruire il pargolo per chiedere di trascorrere il pomeriggio in piscina, a scalare montagne, a visitare il vicino meccanico di trattori, a giocare con animali di ogni specie (e non scoccino gli animalisti) ed altre amenità consimili.

Ah, le scuole hanno dietisti, ore di educazione motoria, tipi che si presentano da noi stipendiati per inclulcare ideologie religiose, spigoli morbidi e tondi, istruzioni su cosa fare quando un bimbo ha il raffreddore, una educatrice sui pulmini - scuolabus - per coadiuvare l'autista e così via. Tutto questo e si sono dimenticati di portat via la televisione.

Vincerà sempre l'Arcoriano o chi per lui!
postato da: dalovi alle ore 10:52 | Permalink | commenti
categoria:bimbi, asilo nido
mercoledì, 15 luglio 2009
Sembra che l'ultimo giorno abbia scalfito pure Totila, lo spavaldo. Sì, sì. Quello odierno sarà l'ultimo giorno di Totila all'asilo nido Lagomago, nella ridente frazione del moderatamente democratico comune delle dolci e fruttifere colline toscane.

Va da sé che la commozione, quel misto di sguardo in avanti verso la crescita e di saudade per il presente già passato, investe l'intera famigliola popotama. Ma, in fondo, di distacchi si cresce e ci si fortifica.

Potrebbe esser questa l'occasione per esprimere la propria contentezza nei confronti di una esperienza bella ed importante. Ed anche professionale, certo, anche professionale. Noi a quell'asilo nido ci siamo stati decisamente bene, proprio bene. Contenti, felici, riposati, divertiti, curiosi, affamati, giocosi, dormienti, agitati, calmi, sereni, mobili e fermi. Bella esperienza, proprio bella. Ed i soldi spesi sono stati sicuramente un saggio investimento nei confronti della crescità del pargolo che ormai dopo aver fatto una pernacchia ai genitori replica allo sguardo stranito: "all'asilo non si può, a casa: sì!". Salvo poi accertarsi che, ovviamente, solo il primo divieto era stato comunicato all'asilo, ovviamente.
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categoria:bimbi, territorio, asilo nido, totila
venerdì, 08 maggio 2009
Dalle 20.00 di ieri sera, con l'eccezione relativa ad alcuni tempi necessari ad eseguire funzioni fisiologiche incompatibili, Totila, il colto, pretende che sia lui letto un vecchio libello entrata in casa come dono di una amica. Sono 62 pagine illustrate, 62 pagine scritte da Gianni Rodari. 62 pagine belle, molto belle.

inanidimantova
Gianni Rodari
I nani di Mantova

Ecco, in vero, l'edizione adorata non è quella riprodotta qua a fianco ma altro non è stato trovato. I nani di Mantova è un bel libro per bimbi, un libro in cui si narra una favola che parla della riconquistata dignità dei nani del palazzo dei Gonzaga. Si parla della cattiveria dei signori, si parla della collaborazione dei servitori fedeli, si parla di solidarietà tra la gente umile, si parla - soprattutto - della dignità che dev'essere conquistata e che solo così è. Si parla anche sottilmente contro la superstizione e il destino cinico e baro. Bravi, proprio bravi i nani. E bella, molto bella la storia. Bella e ben scritta tra cultura, storia, musica e società.

La storia è in parte in versi, in parte in prosa. E questo rende il tutto ancor più fascinoso. E soprattutto tra disegni, contenuto, suoni, parole Totila è avido, così avido di impararla che si cimenta nell'impresa con volontà.

Ovviamente si tratta di un libro comunista, scritto da un autore comunista. E, visto che ormai i comunisti li ricorda solo il secolo  d'italia (non è uno scherzo, ci vorrebbe il link ad un articolo di oggi) è bene riportare questo disclaimer prima che qualche genitore perbene, moderno, o integrale lo compri per errore.

postato da: dalovi alle ore 12:06 | Permalink | commenti
categoria:politica, libri, bimbi, asilo nido
martedì, 05 maggio 2009
orlandofuriosoSuccede la mattina che Totila, sveglio, apra la porta della propria camera e attraversato lo studiolo giunga in quella dei genitori dove, con gioia sale sul lettone per fingere una dormita e giocare. Questo meraviglioso ed idiliaco quadro di vita familiare è stato, stamani, arricchito dall'evoluzione di un gioco. Già. Fa piacere al pargolo assemblare i cinque cuscini che vi sono per cavalcarli, talvolta lancia in resta. E dall'alto del suo cavallo brandire la lancia, ruggire gioioso e fingere una lotta.

Alla scena oggi si è aggiunto un nuovo testo. Il pargolo si impersonificava infatti nel mostro Erifilla. Per chi l'avesse scordato si tratta di un personaggio dell'Orlando Furioso. Ottima lettura per addormentare i pargoli alla sera, meglio se illustrata. In vero quand'anche sia Erifilla a cavalcare un lupo, il nostro cavalcava un cavallo assegnando il compito di impersonificare  l'animale alla mamma. Durante la colazione, dipoi, mentre il babbo ripeteva con le ineluttabili incertezza i versi dell'Ariosto il nostro Erifilla sorridiva soddisfatto e beato.

Ed avea ne lo scudo e sul cimiero
una gonfiata e velenosa botta.
Le donne la mostraro al cavalliero,
di qua dal ponte per giostrar ridotta,
e fargli scorno e rompergli il sentiero,
come ad alcuni usata era talotta.
Ella a Ruggier, che torni a dietro, grida:
quel piglia un'asta, e la minaccia e sfida.


E così l'ingresso all'asilo è avvenuto al grido: sono il mostro Erifilla, Erifilla. Speriamo di non aver spaventato nessuna e nessuno.


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categoria:bimbi, linguaggio, asilo nido, totila