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RICERCA PRECARIA
Una storia di precariato nella ricerca italiana
Lulu Editore



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RICERCA PRECARIA


Giuditta - Gennaio 2009
La Repubblica - 14 Marzo 2008
La Nazione - 7 Marzo 2007


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Racconti di Cibo

in Toscana:

San Donato (FI) - Palazzo Pretorio
Firenze - Il Faraone
Firenze - Fiorella
San Casciano (FI) - Il Gallo Giallo
Livorno - In Caciaia
San Giminiano (SI) - Osteria del Carcere
Marina di Castagneto (LI) - Ciro
Gaiole (SI) - Il Carlino d'Oro
Cecina Mare (LI) - Olimpia


martedì, 13 ottobre 2009
Ieri un pezzente si è fatto esplodere davanti ad una caserma a Milano. Ingegnere, nato in Libia, due figli. Chissà perché l'ha fatto. Nel farlo ha gridato via dall'Afghanistan. Chissà perché l'ha gridato. Nel leggere le cronache (tipo come è commentata la scelta del giorno 12) si ha la prova che, in fondo, è giusto che Giacobbo sia il vicedirettore di RaiDue. Ma questa è normale questioni di cialtroni o di colore che dir sì voglia. Normale questione ma specificica.

Sembra che il kamikaze abbia perso la mano e la vista. Sembra però che per i giornali, per molti giornali, sia questa una occasione per rinverdire un po' di islamofobia. O per ben più corpose guerre. Eccoli così a sottolineare che l'ingegnere si era avvicinato all'Islam, eccoli ad osservare che, in fondo, con un po' di esplosivo in Internet si trovano le istruzioni per fare una boma ed essere un kamikaze, e pure gli appelli di Bin Laden (o di qualcun altro al suo posto) per essere arruolati. L'argomento è poi buono per gettare discredito e sospetto nei confronti delle immigrati tutti. Non che, come dire, la questione dell'immigrazione sia semplice, essa investe i concetti e le forme di stato nazionale, di internazionalismo, imperialismo e capitalismo. Ecco, però, a leggere Libero si potrebbe osservare che al prossimo prete pedofilo possiamo chiedere la chiusura di tutti gli oratori: la logica sarebbe pure molto più stringente.

Come per ogni evento che può essere legato al terrorismo ed alle questioni internazionali occorrere molta cautela nel valutarlo e nel collocarlo. Insomma che sia fatto privato, fatto politico o un misto di entrambi andrà indagato con precisione. Dipoi i rapporti con la Libia, con coloro che sostengono e con coloro che avversano Gheddafi sono complessi e storicamente involuti. Motivo in più per essere prudenti.

Premessa tutta questa prudenza possiamo però ricordare anche una canzone, La Locomotiva. La ricordiamo perché, appunto, viene citata la guerra santa:

Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l'immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli...

[...]

Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:
i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,
i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
sembrava il treno anch' esso un mito di progresso
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti,
lanciato sopra i continenti...


Sì. Perché in fondo forse più che invocare la diabolicità di internet, il male dell'islam
, l'esposivo, le cantine ed il terrorismo internazionale possiamo pensare alla guerra stanta, alla guerra santa dei pezzenti però. E magari la questione è semplicemente questa: una inane ribellione contro la moderna schiavitù. Ossia contro l'alienazione del vivere in una società in cui, nei fatti, non si hanno diritti (e così è per molti immigrati) nonostante che, più di altri, si contribuisca a costruirne il benessere.

Questo, ovviamente, non giustifica certo il gesto. Anche perché il macchinista ferroviere dei primi del secolo scorso aveva in mano un mito di progresso, il treno appunto, e contro l'ingiustizia lanciava non semplicimente se stesso ma il mito di progresso. Quella del nostro eroe era appunto una bomba proletaria, questa no. E questo è un dei problemi del tempo presente. Dunque coloro che invocano legge ed ordine, coloro che, poiché si tratta di un immigrato impongono rigore della legge sbattano nomi e facce in prima pagina, sappiano che non avranno ordine nel mentre ci sono le ingiustizie. Sappiano che non c'è modo. E coloro che leggono, invece, sappiano che è la loro libertà in gioco e la sicurezza di tutti. E chi ci gioca non sono solo coloro che sono lanciati a bomba ma anche coloro che, dell'altrui esser lanciati a bomba, traggono profitto o stabilizzazione che dir si voglia.

 
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categoria:esteri, memoria, cialtroni, linguaggio
venerdì, 09 ottobre 2009
Sia ben chiaro questo blog si è già espresso su Bark Obama. Direi positivamente anche in conseguenza del fatto che per professione tendo ad osservare non solo i valori assoluti ma i differenziali. Non c'è paragone con i precedenti occupatori della stanza in cui ci sono troppi bottoni che controllono il mondo. Ecco, però, come dire: è un Nobel sulla parola. Su quello che ha detto e non su quello che ha fatto. Insomma prendiamolo come auspicio, apprezziamo le politiche e la propaganda di Obama ma forse sarebbe stato il caso di aspettare fatti, fatti sostanziosi.
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categoria:esteri
martedì, 06 ottobre 2009
Ormai che la questione è sui quotidiani di oggi, quand'anche nascosta in qualche rigo del retroscena  sul Corriere della Sera, promettiamo che l'analisi politica sul regime, l'anarchia, il goeverno tecnico ed il dopo la cessiamo qua. Appunto, dopo oggi.

Il primo fatto consiste nella assenza di una opposizione parlamentare. E, sia ben chiaro, non ci riferiamo al solo Partito Democratico. Manca del tutto una opposizione parlamentare, forse con la piccola eccezione di uno sparuto gruppo di radicali che, comunque, nonostante il dichiarato non ha ambizione a divenire maggioranza politica del paese.  E' pure ripresa, dilagando finanche tra le persone ammodo, la polemica sulla casta, l'antipolitica, i complotti e così via. Ultimo argomento l'assenza dei parlamentari dell'opposizione al voto finale sullo scudo fiscale. Male, non c'erano ed è molto male. esempi di decenza pubblica come Rita Levi Montalcini andavano a sostenere il governo Prodi con fatica ed abnegazione e pure sopportando gli insulti, da altri permessi, di coloro che ora governano. Ecco, però. Il problema dell'assenza dell'opposizione non è etico, è politico. Ossia non è che manchi dall'aula parlamentare, essa manca dal paese e se anche conseguisse, per accidente o perizia tattica, una vittoria parlamentare non s'andrebbe da nessuna parte.

Il secondo fatto consiste nel consenso che l'alleanza tra l'Arcoriano ed Umberto Bossi ha nel paese. Una alleanza certo capace di tirar fuori il peggio dall'umunanità ma, appunto, un'alleanza a cui corrisponde un comune sentire nazionale. A cui corrispondono bisogni, bisogni indotti che comunque agiscono psicologicamente come bisogni. Questo consenso è maggioritario. Ossia è così esteso che sia o no in vigore una legge maggioritaria avrebbero la maggioranza del paese. La tentazione per costoro di ricorrere al consenso popolare è forte ed appunto consoliderebbe ciò che classicamente, insomma seguendo l'approccio storiagrafico di Renzo De' Felice (che immagino nessuno possa tacciare come comunista) , potrebbe davvero prendere il nome di regime. In fondo è da giorno che si può leggere ed ascoltare dei poteri forti e manca un esplicito riferimento alle origini ebraiche di qualcuno per leggere delle demoplutocrazie giudaico(massoniche), no, stavolta, massoniche ce lo risparmierebbero. Spero proprio. Altrimenti potremmo essere schiacciati dal peso del ridicolo.

Il terzo fatto è che coloro che potrebbero o vorrebbero costruire una opposizione nel paese, esclusi dalle rappresentanze parlamentari, non riescono ad andar oltre che un approccio politicistico alle cose. Su tutte le dichiarazioni di Ferrero che, dopo aver vinto il congresso del PRC nel nome della rivoluzione (correttamente dovremmo scrivere insurrezione), parla di allenza antiberlusconiana dal PRC all'UDC. Ohibò, questo non è un problema. Questa è una banalità della politica, una cosa scontata, un bisogno necessario. Il problema è che, appunto, non è di questo che si dovrebbero curare coloro che vogliono costruire una opposizione in questo paese. E del resto, ossia del secondo fatto. E, come dire, la speranza di Sinistra e Libertà è ancora frammista alle scorie del passato, alle decisioni di Verdi e Socialisti e così via. Che il mondo decida perché c'è da andare avanti. Subito.

Il quarto fatto è il fatto. Non quello di Travaglio & C., quello vero. Ossia quelle poche righe del Corriere della Sera di oggi in cui si accenna a Berlusconi che, dopo essersi esibito assieme all'amico Gheddafi, riceve consigli e notizie dai servizi dell'amico Putin. I servizi sono quelli di sicurezza o segreti che dir si voglia. E questo non è sostenibile, così come da un punto di vista di equilibri economici non è sostenibile il suo scontro tanto, in grande, molto in grande con Murdoch, quanto in piccolo, un po' più in piccolo, con De Benedetti. E di sicuro alla storica alleanza occidentale la questione non piace, e di sicuro lo spostamento dell'Italia nell'ambito delle politiche mediorentali non piace  anche ad altri. Però, appunto, queste forze, questi poteri non hanno una soluzione politica. Del resto hanno disarticolato assai l'opposizione nel passato, di certo hanno apprezzato l'esclusione delle sinsitre dal parlamento. Ecco perché se vi è il diritto per la brava gente di parlare di regime, altra gente, meno brava, si permette ribaltando storia e linguaggio della politica, di parlare di golpe e di eversione.

Ma appunto, come si esce? Col governo tecnico (e Napolitano?)? Col voto (e si cade nel regime?)? Un tempo nella (prima) repubblica ci sarebbe stata una rapida successione di governi brevi, quasi balneari a celare nel nome della crisi della politica il riequilibrio dei poteri. Ma allora il mondo non poteva essere raccontato: c'era l'opposizione, l'Asse del Male. Tutti pronti e capaci di prenderlo il potere. Oggi, no. Avessimo i pirati non ci sarebbe che da sperare nella soluzione somala.

La soluzione sarebbe l'alleanza a questi anarchici. Dove, ovviamente, il concetto di anarchia non è quello di Bakunin. Una soluzione di scuola di cui già abbiamo parlato. Solo che, appunto, la questione dell'uscita, ossia dall'evitare una balcanizzazione, libanizzazione, somalizzazione dell'Italia occorre porla in essere nel mentre la prospettiva appare. Non dopo.
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categoria:politica, esteri, linguaggio, la sinistra
giovedì, 01 ottobre 2009
Questo blog l'aveva detto che ci sarebbe stato bisogno di un Altro Foglio, invece ci è toccato Il Fatto. Giustappunto su Il Foglio di oggi c'è un assai significativo articolo di Carlo de Benedetti.

Ovviamente tralasciamo il contenuto ed osserviamo che il prorpietario del quotidiano che si è sperticato in mesi di attacchi alla condotta sessuale del premier, ed alla mignottocrazia da esso attuata, scrive un articolo di politica estera che ha come primo oggetto il Presidente USA e come probabile vero oggetto le politiche USA in medioriente su di un giornale formalmente di Veronica Lario ma come tutti sappiamo nella sostanza nelle mani dell'Arcoriano. Dipoi l'ingegner Carlo De Benedetti ebbe a dichiararsi la tessera numero 1 del Partito Democratico di Veltroniano stampa, ed infatti oggi i sostenitori di Bersani temono proprio un eventuale sostegno di Repubblica a Franceschini per le eventuali primarie del PD. Che dipoi primarie non sono poiché le primarie sarebbero un altra cosa, ossia lo strumento per la selezione dei candidati alle elezioni che, il PD, si guarda bene di fare con le primarie.

La Repubblica dipoi è il giornale che più di altri sostiene la manifestazione per la libertà di informazione. Libertà che il suo proprietario eserciti pare senza problemi.

Singolare tutto questo, no? In vero non è singolare e conferma meglio informate letture degli attacchi in corso all'Arcoriano. E dipoi illustra chiaramente la soluzione. Altro che Tremonti e Gheddafi: immediato riallineamento della politica economica, della politica estera e di tutto quanto a ciò che un tempo si chiamava pensiero unico. La questione è che, anche ma non solo per l'assenza di una sinistra parlamentare, non sussiste una facile via per illudersi di poter deviare il corso degli eventi.

postato da: dalovi alle ore 16:23 | Permalink | commenti
categoria:politica, esteri
lunedì, 21 settembre 2009
In vero sarebbe il tempo presente quello del minsitro Brunetta, colui che scandalizzato quando fu chiamato -in vero forse con qualche ragione - energumeno tascabile si diletta poi a mandare la sinistra a morire ammazzata. E l'analisi sarebbe necessaria poiché l'uomo assorbe un consenso che non sarebbe lui proprio e la questione di quel consenso, quella vera, richiederebbe qualche analisi in più di Edmondo Berselli su Repubblica. Sublime analisi in cui ci si scorda del sovversivismo delle classi dirigenti poiché giustappunto son proprio, tutte, le classi dirigenti ad esser sovversive in questo paese, quelle schierate con l'Arcoriano e quelle che lo contrastano in nome di un politica assai più filooccidentale (ossia OCSE corrected).

Ecco se il campione della forma, ossia Brunetta, non ci offre il tempo per approfondire l'analisi occorre occuparsi del campione della sostanza: Umberto Bossi. Già l'argomento era stato affrontato, ossia le scorribande leghiste nel consenso popolare. Ecco ora nel mentre le opposizioni parlamentari son più realiste del re, ossia più filo occidentali di Obama, Umberto Bossi si permette di invocare il ritiro delle truppe. Sarà bene osservare che, appunto, lo fa con il linguaggio proprio della Lega Nord, con l'estetica della Lega e con l'etica della Lega. Solo che ad essa non è contrapposta alcuna etica, alcuna estetica ed alcuna lingua minimamente efficace. Anzi l'equivalente sinistro della federazione della sinistra di alternativa, ossia Ferrero, Diliberto e Mussi parlano con una lingua che non racconta, Sinistra e Libertà prova a nascere, il PD aderisce invece all'esercito della nuova crociata.

Si potrebbe provare a raccontare che è opportuno ritirare le truppe dall'Afganistan in nome della solidarietà internazionale nei confronti del popolo Afgano, si potrebbe provare a dire che la vera soluzione all'immigrazione dei poveri e dei disgraziati risiede nella emancipazione degli Stati e dei popoli, si potrebbe provare a dire che la colpa della gran parte dei mali del mondo risiede nei capitalisti, ossiai n quelli che hanno molti soldi, proprio molti, politicamente corretti del nostro progredito occidente? Si potrebbe ma poiché nessuno lo fa la Lega, alleata ad uno di questi uomini, si permette le proprie scorribande.
postato da: dalovi alle ore 13:56 | Permalink | commenti
categoria:politica, esteri, cialtroni, partito democratico, la sinistra