Per l'Arcoriano siamo al tempo di un nuovo strappo che il presente, pare, lo logori. Ed il motivo per cui lo logora è intrinseco con il suo essere ossia con la sua politica al tempo della società liquida. Detto altrimenti forse è vero che mai potrà convertirla in un regime classico essendo sempre costretto ad annunciare e dipoi inseguire l'annuncio. Nel regime, infatti, basta annunciare. Certo, certo, tra case finte, prime pietre, sudicio napoletano e così via la propaganda per il consenso c'è tutta. Però, però la necessità di ingenerare il bisogno di nuove guerre che è connaturata alla natura del suo potere, la necessità del rilancio ha una sua peculiarità al tempo della società del consumo. Ossia il sopirla, questione classica nel caso dei regimi, anche foss'altro il soddisfarla non è l'elemento essenziale del successo dall'Arcoriano. L'elemento essenziale è ingenerare il bisogno che lui stesso poi soddisfa, così come avviene per il consumo di beni inutili, ossia per pressochè tutto il consumo al tempo presente. Però questo continuo e pressante bisogno di novità necessariamente conduce il suo sfruttatore a continue crisi di crescita, a mangiare i camerati di ventura. E mangia mangia l'Arcoriano è sempre più grosso, sempre meno nuovo. E, dipoi, ogni morso ha un prezzo di democrazia e la democrazia borghese nel tempo presente deve apparentemente essere rispettata all'interno dell'Unione Europea. Dubbio non c'è.
In questo contesto, caratterizzato pure dal conflitto interno sull'economia, il Parlamento pare privo di opposizione politica e l'opposizione formale è nelle mani di un partito, l'Italia dei Valori, il cui obiettivo primo è il consenso. Neanche il consenso per il potere ma il consenso e basta, il consenso per conseguire seggi parlamentari che non ha idea di come usare per modificare lo stato di cose presenti su cui, del resto fonda il suo consenso. Il Partito Democratico, nonostante Bersani, persiste nel non esprimere una linea politica. Ossia Bersani ha vinto, ma non bastevolmente per governarlo quel partito che ormai, al pari del passaggio di Occhetto della bolognina è più una avventura che un fatto politico. Avventura pensata per la gloria ed il potere di Veltroni e forse qualche interesse economico e qualche interesse di politica internazionale. Ma, come dire, strumento con la vista a ragigo così corto che pare inappropriato per il tempo presente. L'UDC all'opposizione c'è per errore e quindi niente può esser detto.
Nell'opposizione fuori dal parlamento la costituzione dei due fronti, il comunista identitario e la sinistra pragmatica sono entrambi avvinghiati nella lora composizione. Anche se, sembra, che finalmente in Sinistra e Libertà la fuoriuscita prima di una parte dei Verdi ed ora di una parte dei Socialisti abbia rotto quella ambivalenza dei fini che era alla base dell'immobilismo, ossia dell'assenza dalla politica. Detto altrimenti forse stavolta Sinistra e Libertà ha davvero l'opportunità di nascere e crescere e magari chissà di raggiungere il suo vero obiettivo che non era certo la semplice elezione di qualche consigliere regionale ma la rappresentanza politica di coloro che hanno davvero bisogno che questo paese cambi. Vedremo. E sarà bene che in ogni passo sia a mente la prospettiva elettorale, quella politica generale che può cadere sulle nostre teste da un momento all'altro.
In questo contesto, caratterizzato pure dal conflitto interno sull'economia, il Parlamento pare privo di opposizione politica e l'opposizione formale è nelle mani di un partito, l'Italia dei Valori, il cui obiettivo primo è il consenso. Neanche il consenso per il potere ma il consenso e basta, il consenso per conseguire seggi parlamentari che non ha idea di come usare per modificare lo stato di cose presenti su cui, del resto fonda il suo consenso. Il Partito Democratico, nonostante Bersani, persiste nel non esprimere una linea politica. Ossia Bersani ha vinto, ma non bastevolmente per governarlo quel partito che ormai, al pari del passaggio di Occhetto della bolognina è più una avventura che un fatto politico. Avventura pensata per la gloria ed il potere di Veltroni e forse qualche interesse economico e qualche interesse di politica internazionale. Ma, come dire, strumento con la vista a ragigo così corto che pare inappropriato per il tempo presente. L'UDC all'opposizione c'è per errore e quindi niente può esser detto.
Nell'opposizione fuori dal parlamento la costituzione dei due fronti, il comunista identitario e la sinistra pragmatica sono entrambi avvinghiati nella lora composizione. Anche se, sembra, che finalmente in Sinistra e Libertà la fuoriuscita prima di una parte dei Verdi ed ora di una parte dei Socialisti abbia rotto quella ambivalenza dei fini che era alla base dell'immobilismo, ossia dell'assenza dalla politica. Detto altrimenti forse stavolta Sinistra e Libertà ha davvero l'opportunità di nascere e crescere e magari chissà di raggiungere il suo vero obiettivo che non era certo la semplice elezione di qualche consigliere regionale ma la rappresentanza politica di coloro che hanno davvero bisogno che questo paese cambi. Vedremo. E sarà bene che in ogni passo sia a mente la prospettiva elettorale, quella politica generale che può cadere sulle nostre teste da un momento all'altro.
postato da: dalovi alle ore 09:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, partito democratico, la sinistra
categoria:politica, partito democratico, la sinistra





![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)